VIAGGIARE col CINEMA " Notturno " - Film - Regia di Gianfranco Rosi Sarebbe bello poter visitare paesi come il Kurdistan, l’Iraq, l’Iran, il Libano, la Siria, magari sorvolandoli con un tappeto magico, goderne il fascino, la bellezza, come ci viene descritta ne: “Le mille e una notte”, ma la realtà è ormai lontana anni luce dalle fiabe che pure la rappresentano, dunque oggi per conoscere e capire questa fetta di mondo, occorre lo sguardo attento e vigile di un regista come Gianfranco Rosi che con la sua opera “Notturno” ci chiarisce le idee su una delle aree geografiche più problematiche del nostro pianeta. Dimenticate le immagini di repertorio dei tg che abbondano di violenza e macerie, seguiamo, adottandolo, quello stesso sguardo, quell’approccio niente affatto invadente del regista di “Fuocoammare” che penetra pian piano, i...
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VIAGGIARE col CINEMA Torna a casa Jimi (Dieci cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro) Film- Regia di Marios Piperides Nei manuali di scuola, ricordo che, per facilitare l’apprendimento della filosofia, a proposito dei sofisti, che poi erano per noi i più simpatici dei filosofi, si diceva che il loro pensiero era una trappola. Essi sostenevano un ”Relativismo” ad oltranza e portavano come esempio, a sostegno delle loro tesi, il vino di Cipro: dolcissimo se state bene, amaro ed aspro se le vostre condizioni di salute non sono delle migliori per apprezzarne la prelibatezza. E, di certo, in tempi ancestrali, l’isola di Cipro doveva apparire rigogliosa, verde, lussureggiante. Le viti pregne d’uva luccicavano al sole e assorbivano da quella luce tutta la linfa che, sapientemente trattata da mano d’uomo, si sarebbe trasformata in ottimo vi...
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Viaggio a Kandahar Questo non è un viaggio da consigliare, piuttosto purtroppo, un viaggio da conoscere e su cui riflettere. La tragedia che si svolge dinanzi ai nostri occhi, inorriditi ed increduli, non ci può lasciare indifferenti e, se anche non ci avesse scosso vent'anni fa, la tragica attualità dimostra che il tempo è scaduto, il fondamentalismo ha ripreso i suoi spazi e messo in ginocchio l’Afghanistan: il popolo afgano soffre. L’estremo tentativo di chi fugge, anche attaccandosi ad un aereo in partenza, parla da solo! Non c’è nulla da aggiungere che non suoni come pura retorica ! Riprendo dunque, senza cambiare una virgola, la recensione che scrissi vent'anni fa, in occasione dell’uscita nelle sale, del film. “Viaggio a Kandahar”, di Mohsen Makhmalbaf: è questa la mia preghiera per il popolo afgano! Dopo il crollo delle torri gemelle, precipitate al suolo con tutto il l...
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VIAGGIARE col CINEMA “Molière in bicicletta” C’è un’isola, lungo la costa francese dell’Atlantico, di fronte a La Rochelle, suggestiva e dal sapore un po’aspro, come le acque dell’Oceano che la bagnano. E’ qui che vive Molière, la sua seconda vita naturalmente, e qui avremo modo di incontrarlo, se saremo discreti, se non mostreremo, in alcun modo, di voler violare la sua privacy. La sua casa: un delizioso rustico in pietra, rallegrato da due ordini sovrapposti di finestre azzurre che si affacciano sul cortile, a sua volta recinto da un muro che protegge e difende l’anonimato dell’illustre abitante. Qualche fiore sparso qua e là sporge timidamente tra le pietre, omaggio al maestro e sano, efficace, contrasto all’odore, non proprio gradevolissimo, che la fogna, non allacciata alla rete del comune, a tratti, emana. Vivere lon...
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Viaggiare col Cinema “ Picnic ad Hanging Rock”(tratto dall’omonimo romanzo di Joan Lindsay) Hanging Rock – Australia - Ecco una meta affascinante da suggerire a chi volesse, persistendo le attuali difficoltà di movimento nel mondo, viaggiare col cinema. Peter Weir, oggi celebre cineasta, vi ambientò il suo primo lungometraggio; così facendo si impose ed impose all’attenzione del pianeta il cinema del suo paese, fino ad allora praticamente sconosciuto. In questo film Weir racconta un dramma che sembra scaturire, in maniera ineludibile, dal paesaggio stesso della sua terra, almeno come lui la descrive. Narra un’antica leggenda infatti che ad Hanging Rock, oggi meta turistica tra le più amate e visitate del continente, proprio queste rocce, da cui il sito prende il nome, spaventose alla vista e rese ancor più terribili dal loro aspetto antropomorfo, attraevano inesorabilmente chi osasse addentrarsi tra i loro meandri perché, ...
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Per la Rubrica " CINEMA E ARCHITETTURA " Un divano a Tunisi Il titolo stesso ci fa entrare subito in argomento; concentra sin da subito la nostra attenzione su di un elemento basilare dell’arredo di un living: un divano. Nessuno stile lo connota in maniera particolare: è morbido, accogliente, abbonda in cuscini e appare ben disposto a sentirne di tutti i colori. La sua funzione è duplice; oltre a quella ovvia del relax, infatti, funge da lettino per i pazienti che , sin da subito, e in barba a tutte le aspettative, affolleranno lo studio di Selma, giovane psicoanalista tunisina, tornata da Parigi con la ferma intenzione di aprire uno studio e potere esercitare liberamente la sua professione. Pura utopia, purtroppo, a Tunisi, per una donna! Un sogno! svanirà confuso con il turbine di sabbia che un vento caldo e narcotizzante solleverà alla fine, rendendo tanto opaca la scena da farla sembrare irreale. Il divano dunque, metonimia perfetta...
L' INCREDIBILE STORIA DELL' "ISOLA DELLE ROSE" - REGIA DI SyDNEY SIBILIA
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Se Campanellino non avesse svegliato quel bacchettone di Peter Pan, non avremmo saputo mai nulla dell'isola che non c'è e, quel ch'è peggio, non avremmo mai avuto la curiosità di sfidare le ombre della notte, per raggiungerla e vivere quelle straordinarie avventure che solo i sogni sanno regalare. Affascinato dalla fiaba e convinto dalle sue stesse fantasticherie, Giorgio Rosa, giovane bolognese geniale ed estroso, appena laureatosi in Ingegneria meccanica, costruisce un'isola al largo di Rimini e decide di farne ratificare la legittimità e l'indipendenza dal "Consiglio nazionale dell'ONU", dove si recherà di persona a perorare la causa della sua "Isola che c'é" e trovasi in mare libero, poco al di là delle acque territoriali che altrimenti la legherebbero all'Italia. A sostenere ed ad aiutare Giorgio nell'impresa, e dunque poi, primi cittadini del neo-stato repubblicano, erano stati: un amico ricco e beone, figlio del proprieta...