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  VIAGGIARE col CINEMA                  Torna a casa Jimi      (Dieci cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro) Film- Regia di Marios Piperides Nei manuali di scuola, ricordo che,    per facilitare l’apprendimento della filosofia, a proposito dei sofisti, che poi erano per noi i più simpatici dei filosofi, si diceva che il loro pensiero era una trappola. Essi sostenevano un ”Relativismo” ad oltranza e portavano come esempio, a sostegno delle loro tesi,   il vino di Cipro:   dolcissimo se state bene, amaro ed aspro se le   vostre condizioni di salute non sono delle migliori per apprezzarne la prelibatezza. E, di certo, in tempi ancestrali, l’isola di Cipro doveva apparire rigogliosa, verde, lussureggiante. Le viti pregne d’uva   luccicavano   al sole e assorbivano da quella luce tutta la linfa che, sapientemente trattata da mano d’uomo, si sarebbe trasformata in ottimo vi...
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       Viaggio a Kandahar Questo non è un viaggio da consigliare, piuttosto purtroppo,   un viaggio da conoscere e su cui riflettere.   La tragedia che si svolge dinanzi ai nostri occhi, inorriditi ed increduli, non   ci può lasciare indifferenti e, se anche non ci avesse scosso   vent'anni fa, la tragica attualità dimostra che il tempo è scaduto, il fondamentalismo ha ripreso i suoi spazi e messo in ginocchio l’Afghanistan:   il popolo afgano soffre. L’estremo tentativo di chi fugge, anche   attaccandosi ad un aereo in partenza,   parla da solo! Non c’è nulla da aggiungere che non suoni come pura retorica ! Riprendo dunque, senza cambiare una   virgola, la recensione che scrissi   vent'anni fa, in occasione dell’uscita nelle sale, del film. “Viaggio a Kandahar”, di Mohsen Makhmalbaf: è questa   la mia preghiera per il popolo afgano!   Dopo il crollo delle torri gemelle, precipitate al suolo con tutto il l...
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  VIAGGIARE   col   CINEMA              “Molière in bicicletta” C’è un’isola, lungo la costa francese dell’Atlantico, di fronte a   La Rochelle, suggestiva e dal sapore un po’aspro, come le acque dell’Oceano che la bagnano. E’ qui che vive Molière, la sua seconda vita naturalmente, e qui avremo modo di incontrarlo, se saremo discreti, se non mostreremo, in alcun modo, di voler violare la sua privacy.   La sua casa: un delizioso rustico in pietra, rallegrato da due ordini sovrapposti di finestre azzurre che si affacciano sul cortile, a sua volta recinto da un muro che protegge e difende l’anonimato dell’illustre abitante. Qualche fiore sparso qua e là   sporge timidamente tra le pietre, omaggio al maestro e sano, efficace, contrasto all’odore, non proprio gradevolissimo, che la fogna, non allacciata alla rete del comune, a tratti, emana.   Vivere lon...
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Viaggiare col Cinema   “ Picnic ad   Hanging Rock”(tratto dall’omonimo romanzo di Joan Lindsay) Hanging Rock – Australia -   Ecco una meta affascinante da suggerire a chi volesse, persistendo le attuali difficoltà di movimento nel mondo, viaggiare col cinema. Peter Weir, oggi celebre cineasta, vi ambientò il suo primo lungometraggio; così facendo si impose ed impose all’attenzione del pianeta   il cinema del suo paese, fino ad allora praticamente sconosciuto.   In questo film Weir   racconta un dramma che sembra scaturire, in maniera ineludibile, dal paesaggio stesso della sua terra, almeno come lui la descrive. Narra un’antica leggenda infatti   che ad Hanging Rock, oggi meta turistica   tra le più amate e visitate del continente, proprio queste rocce, da cui il sito prende il nome, spaventose alla vista e rese ancor più terribili dal loro aspetto antropomorfo,   attraevano inesorabilmente chi osasse addentrarsi tra i loro meandri perché, ...
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 Per la Rubrica  " CINEMA E ARCHITETTURA "    Un divano a Tunisi Il titolo stesso ci fa entrare subito in argomento; concentra sin da subito la nostra attenzione su di un elemento basilare dell’arredo di un living: un divano. Nessuno stile lo connota in maniera particolare: è morbido, accogliente, abbonda in cuscini e   appare ben disposto a sentirne di tutti i colori. La sua funzione è duplice; oltre a quella ovvia del relax, infatti, funge da lettino per i pazienti che , sin da subito, e in barba a tutte le aspettative, affolleranno lo studio di Selma, giovane psicoanalista tunisina, tornata da Parigi con la ferma intenzione di aprire uno studio e potere esercitare liberamente   la sua professione. Pura utopia, purtroppo, a Tunisi, per una donna! Un sogno! svanirà confuso con il turbine di sabbia che un vento caldo e narcotizzante solleverà alla fine, rendendo tanto opaca la scena   da farla sembrare irreale. Il divano dunque, metonimia perfetta...

L' INCREDIBILE STORIA DELL' "ISOLA DELLE ROSE" - REGIA DI SyDNEY SIBILIA

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Se Campanellino non avesse svegliato quel bacchettone di Peter Pan, non avremmo saputo mai nulla dell'isola che non c'è e, quel ch'è peggio, non avremmo mai avuto la curiosità di sfidare le ombre della notte, per raggiungerla e vivere quelle straordinarie avventure che solo i sogni sanno regalare. Affascinato dalla fiaba e convinto dalle sue stesse fantasticherie, Giorgio Rosa, giovane bolognese geniale ed estroso, appena laureatosi in Ingegneria meccanica, costruisce un'isola al largo di Rimini e decide di farne ratificare la legittimità e l'indipendenza dal "Consiglio nazionale dell'ONU", dove si recherà di persona a perorare la causa della sua "Isola che c'é" e trovasi in mare libero, poco al di là  delle acque territoriali che altrimenti la legherebbero all'Italia. A sostenere ed ad aiutare Giorgio nell'impresa, e dunque poi,  primi cittadini del neo-stato repubblicano, erano stati: un amico ricco e beone, figlio del proprieta...

"VOLEVO NASCONDERMI" - Regia di Giorgio Diritti- Premio Davide di Donatello 2021

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Arte e follia, genio e sregolatezza, binomio facile, luoghi comuni cui la ragione umana ricorre per chiarire a se stessa quei fenomeni che non riesce a  spiegare. La creatività, la più affascinante, ma anche la più misteriosa tra le potenzialità della psiche, probabilmente è insita, in misura maggiore o minore, nel DNA degli esseri umani, ma non sempre, la storia e la storia dell'arte lo dimostrano, non sempre le garantiamo il giusto spazio per manifestarsi, esplodere dove e come vuole, là dove  appare, spontaneamente, in forme che nulla hanno a che vedere con le regole codificate dalle accademie e dagli iter didattici d'ogni ordine e grado. Mai, si può dire a tutt'oggi, è stata presa in seria considerazione tale innata attitudine mentale. Essa fa solo capolino nelle griglie di valutazione, come un dettaglio per  assegnare un punto in più  ad un  alunno meritevole,  e spesso neanche quello. Non parliamo poi dello studio della "Storia dell'Arte", solo un'or...