Intervista impossibile a García Marquez (Laboratorio di sceneggiatura della scuola internazionale di cinema di Cuba) Maestro, posso rubarle qualche minuto? Prego! Ho lasciato liberi i miei alunni e riprenderemo tra un po’. Comunque, Gabo, mi chiami Gabo, qui tutti mi chiamano così! Allora, maestro, lei si definisce uno che racconta storie, non l’intellettuale cui si può chiedere un parere su tutto. Meno che mai colui che ha le risposte su tutto. Escludiamo il tutto, focalizziamo qualcosa; per esempio, come costruisce un racconto? Leggo, leggo moltissimo perché ogni racconto, anche il ...
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Ho scritto questo articolo nel 2016, per la rivista dell’AIIG,Geografia per le scuole. Lo ripropongo qui perché i fatti cui alludono i film scelti sono a tutt’oggi di tragica, pressante attualità. CINEMA E GEOGRAFIA Una volta il giro del mondo si faceva in 80 giorni, oggi i viaggi low-cost ce lo assicurano per molto meno, ma il turista mordi e fuggi torna a casa confuso e a volte nemmeno ricorda di essere partito. Eppure si può viaggiare anche grazie al cinema, meravigliosa sintesi di “verità e bellezza, che ha saputo meglio di ogni altro mezzo con cui l’umanità ha espresso se stessa, ricreare il mondo, farlo conoscere come mai avremmo sperato. Per dirla con Sartre a far sì che “nessuno possa ignorarlo né in alcun modo potersene dichiarare innocente”. E’ in quest’ottica che invito a seguire questa carrel...
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VIAGGIARE col CINEMA " Notturno " - Film - Regia di Gianfranco Rosi Sarebbe bello poter visitare paesi come il Kurdistan, l’Iraq, l’Iran, il Libano, la Siria, magari sorvolandoli con un tappeto magico, goderne il fascino, la bellezza, come ci viene descritta ne: “Le mille e una notte”, ma la realtà è ormai lontana anni luce dalle fiabe che pure la rappresentano, dunque oggi per conoscere e capire questa fetta di mondo, occorre lo sguardo attento e vigile di un regista come Gianfranco Rosi che con la sua opera “Notturno” ci chiarisce le idee su una delle aree geografiche più problematiche del nostro pianeta. Dimenticate le immagini di repertorio dei tg che abbondano di violenza e macerie, seguiamo, adottandolo, quello stesso sguardo, quell’approccio niente affatto invadente del regista di “Fuocoammare” che penetra pian piano, i...
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VIAGGIARE col CINEMA Torna a casa Jimi (Dieci cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro) Film- Regia di Marios Piperides Nei manuali di scuola, ricordo che, per facilitare l’apprendimento della filosofia, a proposito dei sofisti, che poi erano per noi i più simpatici dei filosofi, si diceva che il loro pensiero era una trappola. Essi sostenevano un ”Relativismo” ad oltranza e portavano come esempio, a sostegno delle loro tesi, il vino di Cipro: dolcissimo se state bene, amaro ed aspro se le vostre condizioni di salute non sono delle migliori per apprezzarne la prelibatezza. E, di certo, in tempi ancestrali, l’isola di Cipro doveva apparire rigogliosa, verde, lussureggiante. Le viti pregne d’uva luccicavano al sole e assorbivano da quella luce tutta la linfa che, sapientemente trattata da mano d’uomo, si sarebbe trasformata in ottimo vi...
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Viaggio a Kandahar Questo non è un viaggio da consigliare, piuttosto purtroppo, un viaggio da conoscere e su cui riflettere. La tragedia che si svolge dinanzi ai nostri occhi, inorriditi ed increduli, non ci può lasciare indifferenti e, se anche non ci avesse scosso vent'anni fa, la tragica attualità dimostra che il tempo è scaduto, il fondamentalismo ha ripreso i suoi spazi e messo in ginocchio l’Afghanistan: il popolo afgano soffre. L’estremo tentativo di chi fugge, anche attaccandosi ad un aereo in partenza, parla da solo! Non c’è nulla da aggiungere che non suoni come pura retorica ! Riprendo dunque, senza cambiare una virgola, la recensione che scrissi vent'anni fa, in occasione dell’uscita nelle sale, del film. “Viaggio a Kandahar”, di Mohsen Makhmalbaf: è questa la mia preghiera per il popolo afgano! Dopo il crollo delle torri gemelle, precipitate al suolo con tutto il l...
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VIAGGIARE col CINEMA “Molière in bicicletta” C’è un’isola, lungo la costa francese dell’Atlantico, di fronte a La Rochelle, suggestiva e dal sapore un po’aspro, come le acque dell’Oceano che la bagnano. E’ qui che vive Molière, la sua seconda vita naturalmente, e qui avremo modo di incontrarlo, se saremo discreti, se non mostreremo, in alcun modo, di voler violare la sua privacy. La sua casa: un delizioso rustico in pietra, rallegrato da due ordini sovrapposti di finestre azzurre che si affacciano sul cortile, a sua volta recinto da un muro che protegge e difende l’anonimato dell’illustre abitante. Qualche fiore sparso qua e là sporge timidamente tra le pietre, omaggio al maestro e sano, efficace, contrasto all’odore, non proprio gradevolissimo, che la fogna, non allacciata alla rete del comune, a tratti, emana. Vivere lon...