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Il PROCESSO

  Qualcuno doveva aver calunniato Joseph K. perché senza che avesse fatto nulla di male, una bella mattina , lo arrestarono. La cuoca della signora Grubach, la sua affittacamere, che, ogni mattina, gli portava la colazione, quel giorno non comparve. Bussarono alla porta  e un uomo che K. non aveva mai visto prima d'allora, si fece avanti  "Lei chi è"?- disse K.-"I o non voglio né rimanere qui, né parlare con lei finché  non si sarà presentato"! ...Fece allora  per avvicinarsi alla porta.  "No , lei non può uscire, lei è in arresto! Noi siamo stati mandati qua per dirglielo. Ora vada in camera sua e aspetti- la procedura è ormai iniziata e a suo tempo saprà tutto". "Permettono"?-chiese K- e, passando rapido. tra i due guardiani, rientrò in camera sua per prendere i documenti di riconoscimento. Mentre rientrava nella stanza accanto, si aprì la porta di faccia e comparve la signora Grubach, ma non potè vederla che di sfuggita perché appena essa ...

Gesù davanti a Pilato

 E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo avere tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: "Tu sei il re dei giudei"?    Ed  egli rispose:" Tu lo dici!" I  capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò  di nuovo dicendo:"   Non rispondi nulla?   Vedi di quante cose ti accusano"!   Ma Gesù non rispose  più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. La folla che si era radunata cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere, cioè rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta.  Pilato, dunque disse loro: "Volete che io metta in libertà per voi il re dei giudei? Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di...

Processo a Socrate

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  Socrate: "Cosa abbiate provato, voi cittadini Ateniesi, alle asserzioni dei miei accusatori io non so dire, ma tra le molte affermazioni che essi fecero mentendo, una mi ha colpito di più ed è questa nella quale sostennero che occorreva che voi vi guardaste bene da non essere tratti in inganno da me, come da uno navigato nell'arte del parlare. Che non abbiano mai provato vergogna per il fatto che subito sarebbero stati smentiti da me con i fatti: dire di me che io sia un abile parlatore è il colmo della loro impudenza, a meno che essi non chiamino parlare sagace chi dice la verità! Perché, se affermano questo, costoro non hanno detto nulla di vero: voi invece udrete da me tutta la verità e non discorsi elaborati elegantemente, come quelli di costoro, adorni di frasi e belle parole...E' la prima volta , ora, che io salgo in tribunale, all'età di settant'anni e pertanto sono poco esperto del linguaggio adatto a questo luogo...ora dunque soprattutto di questo vi pre...

Processo ai Chicago 7 - Regia di Aaron Sorkin

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  Lo chiamarono così: "Processo ai Chicago 7" perché fu istruito contro "un numero" e perché fosse chiaro, sin da subito, che non li si considerava persone, che il processo sarebbe stato una farsa, che il finale era già stato scritto e che gli imputati meritavano solo di essere sbattuti in galera, per almeno trent'anni.. Siamo nel '68, un gruppo di ragazzi, aderenti, a vario titolo, alla sinistra radicale. esponenti del Movimento studentesco, del Flower power e del Black power, chiedono alle autorità competenti, di Chicago, di poter manifestare dinanzi all'Hilton - Hotel, dove il 23 agosto di quell'anno si svolgerà la "Convention" del Partito Democratico, per chiedere lo stop alla guerra in Vietnam e opporsi alla decisione del neoeletto Presidente Richard Nixon  di  non  desistere, anzi di  incrementare il numero delle unità militari che sarebbero così passate   da 75.000 a 120.000. Il giorno convenuto , una folla oceanica da tutte le città...

PAPER LIVES

  Paper lives- Regia di  Can Ulkay In un mondo dove i bambini piangono, ridere può essere solo crudele! Dedicato a tutti i bambini che crescono da soli per strada. Sono parole inequivocabili, potrebbero bastare da sole a sovvertire ogni programma di governo, anche di quelli nati dalle emergenze delle pandemie, e invertire la rotta in direzione dell'umanità e delle sue creature più deboli e indifese. Il regista ponendo questa premessa, ci trascina sin da subito nel vivo di una storia di pressante e, a tutt'oggi, tragica attualità; conoscerla è un dovere improcrastinabile per farsene carico ed agire di conseguenza. Il film "Paper lives", è ambientato ad Istanbul, città che appare in tutto il suo splendore, esaltata da una fotografia complice, ma non ruffiana, da Can Ulkay, il regista , il quale, piuttosto che usare le immagini per fare stridere il contrasto tra le vicende narrate e il fascino ammaliante della capitale turca, si serve di un raffinatissimo gioco di luci  ...
"   Il Monello" Il sei febbraio del 1921, a little star was born in quel di Los Angeles: Jackie Coogan, l'indimenticabile interprete del film "Il Monello", il capolavoro di Charlie Chaplin. Il film acclamato e apprezzato in tutto il mondo, divenne ben presto, l'archetipo imprescindibile, di tutte le storie che hanno per protagonisti, un adulto e un bambino che lottano insieme per la sopravvivenza e finiscono per trovare, nell'affetto reciproco che nasce fra di loro, una buona ragione per amare la vita e sfuggire a quel destino crudele che li voleva emarginati ed esclusi.  Charles Spencer Chaplin, attore amato e affermato ormai, e  da poco anche regista, non dimentica l'infanzia londinese, segnata dagli stenti e dalla povertà e mette in scena la vita, rivelando il volto più vero ed autentico di quell'America che stava per decollare come prima potenza economica e politica del mondo . Sono quelli gli anni ruggenti, l'epoca di Fitzgerald, del Jaz...
            "  Le vieil homme et l'enfant" Anche la shoah ha trovato, cinematograficamente parlando, il suo angelo vendicatore, in un bimbo che riesce, con la sola forza dell'innocenza, a liberare il cuore di un uomo, dal gelo in cui lo teneva stretto, il pregiudizio. Durante la seconda guerra mondiale, un vecchio  contadino ospita, in campagna, lontano da Parigi, occupata dai nazisti, un bambino ebreo; Non sa che è ebreo  e certo lui, non ha nessuna simpatia per gli ebrei; lo accoglie comunque, perché è un orfanello sfollato, per fare un'opera di carità. Gli si affezionerà, come può fare un nonno con un nipotino e col passar del tempo- vedremo- anche tutte quelle strane idee sulla razza, che pure lo avevano convinto in passato, perderanno consistenza nella sua mente, e il verbo antisemita, a poco a poco, rovinerà, dinanzi alle ragioni del cuore. Splendida l'interpretazione di Michel Simon(l'anziano protagonista),  altrettanto apprezzabi...