" Santocielo" (2023) - Regia di Francesco Amato C. Chaplin diceva che “la comicità ci aiuta a sopravvivere, preserva il nostro equilibrio mentale. Grazie all’umorismo siamo meno schiacciati dalle vicissitudini della vita; esso ci insegna che, in un eccesso di serietà, si annida sempre l’assurdo”! Già l’assurdo! Non c’è niente di normale infatti su questa Terra che gira faticosamente, trascinando sempre gli stessi errori e gli stessi orrori. Guerre, fughe dalla miseria, naufragi, mancati soccorsi: dolore e lacrime spesso di coccodrillo da parte di chi poteva e non …Che cosa non? Salvare, salvare e basta!!! Omicidi tanti, castighi pochi, se poi aggiungiamo quel numero esorbitante, scandaloso di femminicidi, ne deduciamo che, non solo l’età patriarcale, bensì quella della pietra ci precede di poco, però il cellulare sem...
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Anatomia di una caduta (2023) regia di Justine Triet Anatomia di una caduta”, di una caduta di stile, intenzionale e dichiarata, rispetto al modello insuperabile in cui brillava James Stewart, diretto da Otto Preminger. Ed è a lui che Justine Triet, la regista, rende omaggio innanzi tutto e poi va per la sua strada, confezionando un prodotto di qualità che pecca di perfezione ma lascia freddi, anzi congelati, data la temperatura e l’atmosfera dei luoghi in cui è ambientato, non perché ci si aspettasse un finale chiaro e inequivocabile, ma perché ad esso si arriva attraverso un contorto iter giuridico che non fa luce su nulla e scredita il valore stesso della legge. Non può che essere motivo di orgoglio per noi donne constatare che la regia al femminile si stia sempre maggiormente affermando e riscuota notevoli consensi, poiché però l’arte non può e no...
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Opp enheimer - Regia di Christopher Nolan Difficile parlare di Oppenheimer, dell’uomo, ancorché del film a lui dedicato, senza associarlo alla memoria del tragico epilogo della seconda guerra mondiale, alla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, a tutto quel carico di dolore di cui fu causa l’uso sconsiderato di un’arma micidiale come la bomba atomica. Il numero esorbitante di morti annunciate e le conseguenze subite dai sopravvissuti condizionano fortemente e inducono a osservare il film da un’ottica che solo si sforza di mantenersi lucida; confidando però nel valore della regia che non ci ha mai deluso, ci disponiamo alla visione di quest’ultima fatica di C. Nolan, certi che ci attendono tre ore di grande cinema da cui trarremo innumerevoli...
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Gli orsi non esistono – Regia di Jafar Panahi Gli orsi non esistono, esiste l’ignoranza e tutte le forme nefande in cui essa si declina: prima fra tutte la superstizione alla quale esplicitamente allude il titolo del film e che è, da un lato, un falso, inammissibile ossequio alla tradizione, dall’altro un’ancestrale paura di cui l’uomo non riesce a liberarsi perché in essa vede un orpello, una sicurezza, un “Ubi consistam”, quando dentro si è vuoti di tutto, di sentimenti, di coscienza. E’ un modo di delegare a una forma arcana l’assenza di un’etica e di una, sia pur larvale, forma di spiritualità, lontana anni luce dalla religione. Per non parlare della politica, di cui si sente un’eco lontana, della giustizia che nel villaggio di Javan ha pure un suo referente, uno sceriffo che la esercita come peggio...
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" Emily" , regia di Frances O' Connor Così falso, così vero, questo romanzo sceneggiato, prima fatica dell’attrice, oggi regista, Frances O’ Connor, dedicato a Emily Bronte, la cui vita viene raccontata attraverso la lente convessa che le sue stesse “Cime tempestose” suggeriscono. Il film si segue come in trans. Sin dalle prime immagini ci sembra di poter leggere nell'inconscio di questa giovane donna, coraggiosa e audace, tanto da osare l’impossibile per la sua epoca: scandagliare l’animo umano e dare dell’amore una visione a tutto tondo, dall'incanto alla disperazione, dalla tenerezza alla passione incontenibile, dalla felicità allo strazio dell’abbandono. Il tutto, mezzo secolo prima che Freud indicasse la via per illuminare ogni anfratto della psiche umana! Come nel romanzo, la brughiera, umida e uggio...
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" Le otto montagne" - regia di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch Le otto montagne”, premio Davide di Donatello 2023 e già premio della giuria al Festival di Cannes 2022, è un film denso di contenuti, di messaggi espliciti e subliminari che meritano una riflessione attenta che li porti alla luce e chiarisca il senso ultimo di tutta l’opera, consentendoci di cogliere a pieno, lo spirito e la sensibilità dell’autore del libro omonimo da cui il film è tratto, Paolo Cognetti (Premio Strega 2017) La montagna ammantata di verde, crea e trasmette sin da subito un’atmosfera di assoluta pace che invita a riconciliarsi con se stessi e con tutto ciò che ci circonda. Sentiamo di essere parte di un universo sognante, una dimensione altra dove regna solo equilibrio e armonia. Questo è l’approccio che l’incipit sugg...
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"Argentina 1985" , regia di Santiago Mitre - 2022 Le dittature si somigliano tutte, le accomuna la smania del potere, l’isterismo ad essa connesso, una distorta visione dell’ordine e della sicurezza di un paese, così pure quel complesso di inferiorità che porta coloro che la impongono ad amare le divise, specie se esse, con stivaloni robusti e tacconi alti, riescono a sollevare la loro statura, spesso inversamente proporzionale alla loro arroganza e alla loro smisurata ambizione. Altro elemento che le affratella, la paura del diverso, dello straniero e ancora l’ignoranza colpevole di quella filosofia, l’Illuminismo, così detta non a caso, che sul finire del XVIII secolo, condannò ogni forma di oscurantismo, che esortò a spiegare ogni fenomeno umano al lume della ragione e indicò essa stessa come unico...